Il progetto Agromed è fermo e attende ancora di poter partire.
A distanza di oltre un mese dalla conferenza stampa che si tenne presso la Camera di Commercio a Taranto, nella quale venne annunciato il via all’appalto del primo stralcio del progetto esecutivo, il bando di gara non è stato ancora pubblicato.
Dovrebbe esserlo a giorni, almeno stando a quanto comunicato da Alfonso Cavallo, presidente di Agromed Srl Società Benefit (società interamente partecipata dalla Camera di Commercio di Taranto-Brindisi), al tavolo della task force regionale per l’occupazione che è tornato a riunirsi a quasi un anno di distanza per fare un focus sul progetto di reindustrializzazione del sito ex Miroglio di Castellaneta.
Sul perché sia passato oltre un mese da quell’annuncio senza che vi sia stata la pubblicazione del bando non è chiaro (se non per questioni burocratiche che si protraggono da anni). Ed è quello che i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno contestato al presidente Cavallo durante la riunione, che ha visto anche toni e momenti concitati tra le parti. Con le organizzazioni sindacali che hanno sottolineato anche la mancata consultazione e informazione delle stesse prima della su citata conferenza stampa.
Anche perché lo scorso 2 febbraio, il presidente della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, Vincenzo Cesareo e lo stesso Cavallo affermarono: “Siamo all’appalto del primo stralcio del progetto esecutivo di Agromed. Questo stralcio riguarda la rifunzionalizzazione dell’ex stabilimento Miroglio a Castellaneta. Si interverrà su uffici e celle frigorifere per un importo di circa 5 milioni, circa il 50 per cento del finanziamento di 11 milioni. I lotti sono tre e gli altri due sono già al vaglio di Rina Check che si sta occupando della validazione. E poiché buona parte della validazione è comune al primo lotto, pensiamo che gli altri due possano essere validati in tempi non lunghi”.
Tra l’altro, dopo la pubblicazione del bando passeranno 30 giorni per la sua chiusura, per poi riunire la commissione di gara che esaminerà le offerte e indicherà il vincitore: nella speranza che non vi siano ricorsi, con i successivi passaggi burocratici ad essere ottimisti i lavori potrebbero partire entro l’estate. Forse.

Del resto, il fattore tempo nella storia del progetto Agromed (di cui ci siamo occupati a lungo negli ultimi 20 anni scrivendo innumerevoli articoli) non è affatto secondario. Sono passati quasi 26 anni dal primo finanziamento (la delibera CIPE n. 155 del 2000), che prevedeva per un importo pari a 9.281.247 euro, che alla data del 30 settembre 2019 era maturata a 11.116.217 euro tenuto conto degli interessi bancari maturati sulla somma originariamente assegnata e che sino a pochi anni fa era depositata su un conto corrente bancario presso la Banca di Taranto.
Oltre sei gli anni dalla delibera del CIPE del 20 dicembre 2019 che modificava la precedente ed assegnava alla nuova società benefit quelle stesse risorse per un nuovo progetto (il primo prevedeva la realizzazione dello stesso nell’area retro portuale dello scalo ionico) e sei dall’accordo quadro del 25 maggio 2020. Nel mezzo, il sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Castellaneta il 9 maggio 2018 per questioni ambientali e il successivo dissequestro del 9 marzo 2021 da parte della Procura di Taranto.
Senza dimenticare che questo progetto ha poi incrociato la vertenza ex Miroglio del sito di Castellaneta. Il piano assunzionale ed occupazionale, a tre anni, doveva essere approvato nel corso dell’esercizio 2024. Il tema del lavoro è infatti centrale, come abbiamo sempre ricordato in questi anni e come previsto anche dall’accordo quadro del 2020: solo in seguito ad avvenuta ricollocazione dell’intera platea (parliamo di 42 lavoratori interessati da un decennio di ammortizzatori sociali) proveniente dal bacino di prelazione dell’ex tessitura, sarà possibile procedere con il trasferimento di proprietà del capannone industriale della ex Miroglio.
Soltanto a due anni dalle prime 28 assunzioni previste e dopo un’attenta valutazione della validità del progetto infatti, Agromed potrà diventare eventualmente proprietaria dello stesso, che la società ha ottenuto dal Comune di Castellaneta in comodato d’uso gratuito (l’ente civico ne detiene la proprietà per conto dei lavoratori ai quali la società piemontese Miroglio lo donò al momento della chiusura del sito produttivo). Ad oggi, dei 28 in questione, ne sono stati assunti soltanto 5: di cui un’unità che si occupa della parte amministrativa ed opera presso la sede dalla Camera di Commercio di Taranto ed altre 4 unità che si occupano di mantenere pulita l’area del capannone industriale.
Ad oggi, non è ancora possibile conoscere la tempistica relativa all’ultimazione di tutti i lavori e quando l’attività produttiva muoverà i primi passi.
Nell’agosto di tre anni fa l’auspicio era che si potesse partire entro la fine del 2023 anche solo con la lavorazione della mandorla (al netto e a valle di tutte le autorizzazioni necessarie) e progressivamente completare l’organico aziendale, per porsi a regime nell’arco di un triennio, con il piano industriale (di cui ancora non vi è traccia) da far partire a dicembre 2024. Piano che a regime, secondo quanto dichiarato dalla società nel dicembre del 2022, avrebbe previsto un impiego di addetti, fra diretti e di filiera, di oltre 300 unità, per un fatturato stimato in 15,5 milioni di euro.
Il tutto in attesa che il primo bando venga pubblicato e si possa finalmente far partire un progetto atteso da quasi 30 anni.